GIORNATA DEI SENTIERI LIGURI – 24 Settembre 2017

In occasione della prima edizione della Giornata Regionale dell’escursionismo ligure, la sezione CAI di Varazze ha proposto un’escursione su un percorso storico – archeologico: la Strada Megalitica nel Geoparco del Beigua.
Un itinerario semplice, non impegnativo, ma pieno di fascino a cui hanno partecipato undici soci della sezione e due non soci. L’escursione si è svolta in una classica giornata di inizio autunno ligure, ancora calda e umida, caratterizzata da “maccaia” con copertura del cielo pressoché totale che non ha permesso una visuale a 360 gradi, ma che forse, vista la particolarità dei luoghi, ha reso l’uscita ancora più suggestiva.
Partendo da Faie, frazione di Varazze (480 m), si segue per un tratto il sentiero che ha per segnavia una croce rossa e diretto al M. Beigua. Dopo aver risalito una splendida mulattiera bordata di faggi si giunge ad un crocevia dove in una vicina radura un semicerchio di pietre affiancate delimita quello che gli archeologi hanno chiamato il “Recinto sacro”. A questo punto, lasciato il sentiero diretto al M. Beigua, si svolta a destra e qui inizia la discesa sulla Strada Megalitica. Si tratta di un viale lastricato lungo 200 metri protetto a valle da un muro continuo fatto di triliti tamponate con pietre piu’ piccole. L’ itinerario prosegue ancora fino alla brulla, magnetica e rocciosa cima del Monte Greppino (680 m), già nota agli antichi abitanti per la capacità di attirare i fulmini. Ridiscesi su una sella (621 m) dove sorge un pilone votivo, si svolta a destra si torna a Faie punto di partenza dell’ itinerario.
La meta del nostro itinerario e’ stata a lungo oggetto di studi: elementi come la tecnica trilitica usata per la costruzione del muro della Strada Megalitica, e il circolo di blocchi (cromlech), orientato verso il Monte Greppino, inducono a ipotizzare che si trattasse di un tracciato celtico usato a scopi rituali e religiosi.
Con questo itinerario sulle tracce della storia abbiamo voluto divulgare i pregi naturalistici e culturali del nostro territorio, in particolare dell’ area che gravita attorno al massiccio del Beigua.
Confidando per la prossima edizione in un meteo piu’ favorevole e in una piu’ ampia partecipazione, arrivederci alla Giornata dei Sentieri 2018!

Traversata Italo – Svizzera attraverso il passo di Monte Moro da Macugnaga al Lago di Mattmark nella Valle di Saas – In collaborazione con il CAI di Macugnaga

La gita si è svolta nei giorni 22 e 23 luglio. Ma già dal mese di marzo tutti i 36 posti disponibili sul pullman erano stati prenotati, così come le sistemazioni nel rifugio Oberto – Maroli ai 2796 mt in prossimità del Passo di Monte Moro (capienza non per tutti) e l’alternativa in albergo nella frazione Pecetto.
Gli amici del CAI di Macugnaga, con cui da alcuni anni si sono instaurati vicendevoli incontri per meglio conoscere le rispettive realtà paesaggistico – ambientali, nonché socio – culturali, ci accolgono presso la struttura del Palatenda di Pecetto, addobbata con striscioni di benvenuto, dove ci viene offerto un gradito rinfresco.
In base alla sistemazione logistica ed alle capacità individuali, si costituiscono vari gruppi. Il gruppo che alloggia a Pecetto, accompagnato dai soci del CAI Macugnaga, inizia l’escursione che ha come meta il Lago delle Fate in Val Quarazza. Su comodo sentiero, abbastanza ripido, si sale al cosiddetto Lago Secco (mt. 1550) e si continua la salita fino a raggiungere l’Alpe Bletz (mt. 1690). Attraversata una bellissima abetaia e costeggiato i ruderi di antiche baite e casere, si apre l’orizzonte con una grandiosa vista su tutta la Val Quarazza con i vari passi verso la Val Sesia. Da qui si scende al Lago delle Fate (mt. 1309) potendo godere di un bellissimo scorcio sul lago.Continua…

I gemellaggi del CAI Varazze: col CAI Castelnuovo Garfagnana

Sabato 10 e Domenica 11 giugno, 26 soci del CAI di Varazze si sono recati col pullman al Passo dei Carpinelli, nell’Appennino Tosco-Emiliano, per conoscere una zona a loro ancora sconosciuta. Sistemati i bagagli all’Hotel Belvedere, si è subito iniziata un’escursione che, tra boschi di maestosi castagni secolari, in circa due ore li ha portati a raggiungere il lago Gramolazzo, bacino artificiale incastonato nel verde dei boschi. La strada del ritorno, tutta in salita e nelle calde ore del pomeriggio, ha affaticato non poco gli escursionisti che hanno però trovato refrigerio nella piscina dell’albergo. Il giorno successivo, dopo l’incontro sempre caloroso con gli amici del CAI di Castenuovo Garfagnana, col pullman si è saliti al Colle Argegna, sul quale è collocato il Santuario della Madonna della Guardia, ed è iniziata l’escursione con cui si sarebbe dovuto raggiungere il Monte La Nuda a 1895 mt di quota. Il percorso, molto piacevole, prima tra boschi di snelli cerri ed oltre nella faggeta, si è rivelato molto più lungo del previsto. Raggiunto il panoramico Monte Tondo a 1792 mt. e visto in lontananza il Monte La Nuda, si è valutato che le ore di cammino necessarie per raggiungerlo avrebbero prodotto uno sforamento delle ore disponibili del pullman e, concordemente e saggiamente, si è ridimensionata l’escursione. Per altro percorso si è raggiunto il Rifugio Monte Tondo, ancora chiuso e, per strada sterrata, si è tornati al luogo di partenza dopo sei ore totali di cammino. La mancata meta potrà essere facilmente raggiunta dal passo del Cerreto: è questo l’obiettivo per un futuro incontro con gli amici di Castelnuovo Garfagnana.

I gemellaggi del CAI Varazze: col CAI Pinasca

Domenica 18 giugno, gli amici del CAI Pinasca ci hanno ospitato nella loro Val Chisone per farci conoscere l’entroterra e le borgate degli antichi insediamenti d’altura, abitati stabilmente, fin negli anni tra le due guerre mondiali, da circa 800/900 persone. Col pullman in 36 ci siamo trovati all’appuntamento a Pinasca, accolti dal Presidente, Michele Ferrero, e da oltre 20 soci della locale sezione, ai quali abbiamo offerto la nostra focaccia, biglietto da visita sempre gradito. Partiti dalla frazione di Dubbione e superato il leggendario “ponte di Annibale”, che sarebbe stato eretto dal condottiero cartaginese durante la sua traversata delle Alpi, ci si è inoltrati nell’ombroso vallone del Grandubbione percorrendo antichi sentieri a tratti ancora lastricati. Superata la borgata Tagliaretto, caratteristica per il suo piccolissimo cimitero con la scritta sul portale d’ingresso: “oggi a me domani a te”, per il forno comunitario per il pane, per la cappella di Sarforan, posizionata su un alto dirupo, si è proseguito in una profonda gola con attraversamenti del torrente agevolati da “sette ponti” alcuni ancora originali in legno e … molto precari, altri moderni, sospesi con tiranti d’acciaio. Raggiunta la località Rocceria i nostri amici, con uno sforzo organizzativo degno di lode, hanno predisposto un momento conviviale per una “merenda sinoira” con i “gofri”, la specialità tipica del luogo, ottenuta cuocendo tra due piastre roventi una pastella (a ricetta segreta!!) che, consolidata, viene farcita con fantasia: dal lardo al prosciutto, dalla marmellata al miele, alla crema di nocciole ecc. La prelibatezza dei “gofri” ha avuto un entusiastico consenso ed ha impegnato i nostri amici per quasi due ore, benché ci fossero tre postazioni di cottura! Con la sorpresa della visita del Past President, Luigi Barus, salito espressamente fin lassù per incontrarci, si è conclusa la giornata che ha visto rinsaldare un legame ed una condivisione di esperienze di oltre 12 anni ed ha fatto conoscere ai nuovi soci della sezione di Varazze questa realtà raggiunta col gemellaggio e coltivata negli anni con scambi di conoscenze ed emozioni.

I gemellaggi del CAI Varazze: col CAI Treviso

Tra le caratteristiche che identificano la sezione del CAI di Varazze vi è quella della condivisione di conoscenze ed esperienze con i soci di altre sezioni che contraccambiano con uguale entusiasmo, facendo conoscere il territorio di loro competenza. Ma non solo di escursioni si tratta: vi è innanzitutto uno scambio culturale nell’incontro di realtà diverse e distinte ma accumunate dall’amore e dal rispetto per le Terre Alte. Così è la frequentazione con il CAI di Pinasca e la conoscenza della comunità Valdese della Val Chisone; oppure con il CAI di Macugnaga e la scoperta delle tradizioni del popolo Walser; ed ancora con il CAI di Castelnuovo Garfagnana e le storie di minatori e cavatori delle Alpi Apuane.
Questi sono i gemellaggi!
Il mese di giugno è iniziato con una nuova conoscenza: il CAI di Treviso. Le tecnologie informatiche riescono ad avvicinare realtà tra loro distanti e la disponibilità del CAI Varazze varca i confini regionali! Col pullman sono arrivati in 26, desiderosi di conoscere le bellezze del Beigua sul quale avevano già eseguito ampie ricerche storiche, geologiche, botaniche. Venerdì 2 giugno, due nostri soci li hanno accompagnati su uno dei percorsi più panoramici del massiccio del Beigua: dal Passo del Faiallo lungo l’Alta Via fino al Rifugio Argentea e poi giù al Passo della Gava, al Riparo Gava per uno spuntino, al Passo Gavetta, all’area del Curlo ed Arenzano per una visita al Santuario del Bambino di Praga e per ammirare il grandioso Presepe permanente con statue del ceramista Eliseo Salino. Sabato 3 giugno, sei nostri soci hanno accompagnato i tredici più resistenti (… ma come è ripida questa Liguria!) nell’escursione che da Varazze, attraverso la Via Bianca, conduce alla Cappella del Beato Jacopo ed alla Madonna della Guardia. Discesa al Pian del Fretto ed ai Piani d’Invrea per percorrere un tratto del Lungomare Europa a contatto col mare. La consegna del gagliardetto della sezione di Treviso ha suggellato il gemellaggio, insieme alla promessa di ritrovarsi da loro nel prossimo anno. Nell’ultima giornata del loro soggiorno si sono avvalsi delle guide del Parco del Beigua per l’escursione in Val Gargassa.