ROCCA DEI CAMPANILI

Da Viozene,passando per il rifugio Mongioie, in quasi due ore di salita sotto il sole si arriva alla base della parete.Quest’anno non ci sono mucche in quota perchè manca l’acqua nelle varie vasche: l’unico vantaggio è che non ci sono i temuti tafani!Il posto è idilliaco , di aspetto dolomitico, in lontananza si vede il mare. Il calcare é tra i più belli del mondo , più chiaro del Verdon.La parete si divide in settore sinistro più facile ed in settore destro nettamente più difficile.Ancora più a destra ,dentro il canale dello scudo, sono state richiodate vecchie vie di M.Schenone. Ne abbiamo risalito una di 4 tiri max 6b+: roccia bella ma non eccezionale. Con due lunghe doppie ,si torna alla base. Nel pomeriggio in assenza della solita nebbia, saliamo  la classica CHIARO DI LUNA, via del settore destro molto esigente , 6c max ma obbligatorio alto: roccia questa volta eccezionale!Doppie molto veloci sotto l’avanzare di un temporale.Attualmente si sta richiodando stile falesia tutto il settore sinistro:l’operazione ha un po’ l’aria di un’operazione commerciale!

I gemellaggi del CAI Varazze: col CAI Castelnuovo Garfagnana

Sabato 10 e Domenica 11 giugno, 26 soci del CAI di Varazze si sono recati col pullman al Passo dei Carpinelli, nell’Appennino Tosco-Emiliano, per conoscere una zona a loro ancora sconosciuta. Sistemati i bagagli all’Hotel Belvedere, si è subito iniziata un’escursione che, tra boschi di maestosi castagni secolari, in circa due ore li ha portati a raggiungere il lago Gramolazzo, bacino artificiale incastonato nel verde dei boschi. La strada del ritorno, tutta in salita e nelle calde ore del pomeriggio, ha affaticato non poco gli escursionisti che hanno però trovato refrigerio nella piscina dell’albergo. Il giorno successivo, dopo l’incontro sempre caloroso con gli amici del CAI di Castenuovo Garfagnana, col pullman si è saliti al Colle Argegna, sul quale è collocato il Santuario della Madonna della Guardia, ed è iniziata l’escursione con cui si sarebbe dovuto raggiungere il Monte La Nuda a 1895 mt di quota. Il percorso, molto piacevole, prima tra boschi di snelli cerri ed oltre nella faggeta, si è rivelato molto più lungo del previsto. Raggiunto il panoramico Monte Tondo a 1792 mt. e visto in lontananza il Monte La Nuda, si è valutato che le ore di cammino necessarie per raggiungerlo avrebbero prodotto uno sforamento delle ore disponibili del pullman e, concordemente e saggiamente, si è ridimensionata l’escursione. Per altro percorso si è raggiunto il Rifugio Monte Tondo, ancora chiuso e, per strada sterrata, si è tornati al luogo di partenza dopo sei ore totali di cammino. La mancata meta potrà essere facilmente raggiunta dal passo del Cerreto: è questo l’obiettivo per un futuro incontro con gli amici di Castelnuovo Garfagnana.

I gemellaggi del CAI Varazze: col CAI Pinasca

Domenica 18 giugno, gli amici del CAI Pinasca ci hanno ospitato nella loro Val Chisone per farci conoscere l’entroterra e le borgate degli antichi insediamenti d’altura, abitati stabilmente, fin negli anni tra le due guerre mondiali, da circa 800/900 persone. Col pullman in 36 ci siamo trovati all’appuntamento a Pinasca, accolti dal Presidente, Michele Ferrero, e da oltre 20 soci della locale sezione, ai quali abbiamo offerto la nostra focaccia, biglietto da visita sempre gradito. Partiti dalla frazione di Dubbione e superato il leggendario “ponte di Annibale”, che sarebbe stato eretto dal condottiero cartaginese durante la sua traversata delle Alpi, ci si è inoltrati nell’ombroso vallone del Grandubbione percorrendo antichi sentieri a tratti ancora lastricati. Superata la borgata Tagliaretto, caratteristica per il suo piccolissimo cimitero con la scritta sul portale d’ingresso: “oggi a me domani a te”, per il forno comunitario per il pane, per la cappella di Sarforan, posizionata su un alto dirupo, si è proseguito in una profonda gola con attraversamenti del torrente agevolati da “sette ponti” alcuni ancora originali in legno e … molto precari, altri moderni, sospesi con tiranti d’acciaio. Raggiunta la località Rocceria i nostri amici, con uno sforzo organizzativo degno di lode, hanno predisposto un momento conviviale per una “merenda sinoira” con i “gofri”, la specialità tipica del luogo, ottenuta cuocendo tra due piastre roventi una pastella (a ricetta segreta!!) che, consolidata, viene farcita con fantasia: dal lardo al prosciutto, dalla marmellata al miele, alla crema di nocciole ecc. La prelibatezza dei “gofri” ha avuto un entusiastico consenso ed ha impegnato i nostri amici per quasi due ore, benché ci fossero tre postazioni di cottura! Con la sorpresa della visita del Past President, Luigi Barus, salito espressamente fin lassù per incontrarci, si è conclusa la giornata che ha visto rinsaldare un legame ed una condivisione di esperienze di oltre 12 anni ed ha fatto conoscere ai nuovi soci della sezione di Varazze questa realtà raggiunta col gemellaggio e coltivata negli anni con scambi di conoscenze ed emozioni.

I gemellaggi del CAI Varazze: col CAI Treviso

Tra le caratteristiche che identificano la sezione del CAI di Varazze vi è quella della condivisione di conoscenze ed esperienze con i soci di altre sezioni che contraccambiano con uguale entusiasmo, facendo conoscere il territorio di loro competenza. Ma non solo di escursioni si tratta: vi è innanzitutto uno scambio culturale nell’incontro di realtà diverse e distinte ma accumunate dall’amore e dal rispetto per le Terre Alte. Così è la frequentazione con il CAI di Pinasca e la conoscenza della comunità Valdese della Val Chisone; oppure con il CAI di Macugnaga e la scoperta delle tradizioni del popolo Walser; ed ancora con il CAI di Castelnuovo Garfagnana e le storie di minatori e cavatori delle Alpi Apuane.
Questi sono i gemellaggi!
Il mese di giugno è iniziato con una nuova conoscenza: il CAI di Treviso. Le tecnologie informatiche riescono ad avvicinare realtà tra loro distanti e la disponibilità del CAI Varazze varca i confini regionali! Col pullman sono arrivati in 26, desiderosi di conoscere le bellezze del Beigua sul quale avevano già eseguito ampie ricerche storiche, geologiche, botaniche. Venerdì 2 giugno, due nostri soci li hanno accompagnati su uno dei percorsi più panoramici del massiccio del Beigua: dal Passo del Faiallo lungo l’Alta Via fino al Rifugio Argentea e poi giù al Passo della Gava, al Riparo Gava per uno spuntino, al Passo Gavetta, all’area del Curlo ed Arenzano per una visita al Santuario del Bambino di Praga e per ammirare il grandioso Presepe permanente con statue del ceramista Eliseo Salino. Sabato 3 giugno, sei nostri soci hanno accompagnato i tredici più resistenti (… ma come è ripida questa Liguria!) nell’escursione che da Varazze, attraverso la Via Bianca, conduce alla Cappella del Beato Jacopo ed alla Madonna della Guardia. Discesa al Pian del Fretto ed ai Piani d’Invrea per percorrere un tratto del Lungomare Europa a contatto col mare. La consegna del gagliardetto della sezione di Treviso ha suggellato il gemellaggio, insieme alla promessa di ritrovarsi da loro nel prossimo anno. Nell’ultima giornata del loro soggiorno si sono avvalsi delle guide del Parco del Beigua per l’escursione in Val Gargassa.

Piccoli escursionisti al Rifugio Savona

L’1 e 2 luglio erano 20 i partecipanti alla gita per piccoli escursionisti, 9 adulti e 11 bambini dai tre ai 10 anni. Abbiamo raggiunto il Rifugio Savona (1600 mt.) da Valdinferno (1213 mt.).
I racconti e i giochi ispirati al romanzo di Jack London “Il richiamo della foresta” ci hanno accompagnato lungo il cammino e soprattutto nel piovoso pomeriggio che ci ha costretti nel rifugio attorno alla stufa.
Ci siamo rifatti la domenica mattina partendo alle 8,30 alla volta della Colla Bassa (mt. 1851). Qui ci siamo ulteriormente divisi in due gruppi.
7 di noi passando per la cima del Monte Grosso (mt. 2070) hanno completato l’anello, superando il monte Berlino (mt. 1789) verso la colla di Casotto, prima di rientrare al Rifugio.
Gli altri 7 hanno prima raggiunto la vetta dell’Antoroto (mt. 2149) per poi ridiscendere alla Colla Bassa e da lì risalire ancora al Monte Grosso per ritornare al rifugio tagliando attraverso i pendii erbosi.
Solo i più piccoli sono rimasti ad attenderci al Rifugio e ci hanno accolto facendoci trovare tavola apparecchiata e insalata di riso per il pranzo.
Dopo aver sistemato gli zaini e pulito il Rifugio, abbiamo iniziato il rientro, passando da Case Mulattieri (1418 mt), e verso le 17 abbiamo raggiunto le auto per il ritorno a casa.
I piccoli esploratori, oltre al ricordo di queste giornate trascorse insieme, hanno ricevuto in omaggio dal Cai un portachiavi e la “preziosa spillina”.